Data pubblicazione: 16/06/2008
Autore: On. Pietro Ferrara
 

Quale politica per il terzo millennio?

Esistono due filosofie o ideologie di fondo per affrontare i problemi della politica: il "liberismo" e la "solidarietà".

 

Intendiamoci: tutte le formazioni politiche, di destra o di sinistra, hanno nei loro programmi ambedue i concetti, ma senza stabilire un ordine prioritario, anche se Il valore della "solidarietà" è più connaturato nella sinistra, così come il "liberismo" è nella destra.

La crisi che attraversa la sinistra, e non solo in Italia, risale anzitutto alla sua incapacità di ridefinire cosa deve intendersi OGGI per "solidarietà".

 

Mentre il "liberismo" ormai governa il mondo grazie alla globalizzazione dell'economia e dei mercati, gestiti dalle multinazionali, manca un "governo mondiale" della solidarietà.

La novità del Partito Democratico, di per sé positiva in quanto ha ridotto la sterile litigiosità tra i due schieramenti e la negativa proliferazione di partiti e gruppi politici, non è stata affiancata da un programma adeguato ai problemi del terzo millennio.

 

Al primo punto della sua agenda il PD deve porre il futuro del pianeta, il futuro dei nostri figli, e dei figli dei nostri figli. Alla globalizzazione del mercato deve corrispondere la globalizzazione della solidarietà, senza confini di spazio e di tempo, una formula che io chiamo "solidarietà globale". Sotto un certo punto di vista, la "solidarietà globale" ha contenuti etici e morali che vanno al di là della nostra vita terrena, nel senso che aggiunge (e per taluni sostituisce) alla fede nella vita eterna la fede nella vita del pianeta e, quindi, dei nostri discendenti.

 

Porre il futuro del pianeta al primo posto dell'agenda politica stravolge completamente ogni programma elettorale..

 

Ormai è ampiamente dimostrato che Malthus aveva ragione. La causa principale del disfacimento del pianeta, dell'esaurimento del petrolio (il cui prezzo aumenta spaventosamente nella generale indifferenza e che ci illudono di poter calmierare agendo sulle accise), dei rifiuti impossibili da smaltire, dell'inquinamento dell'aria e delle acque, dello scioglimento dei ghiacciai, della fame nel mondo, si chiama  SOVRAPOPOLAZIONE. Tranne i radicali, nessuno ne parla, nemmeno i verdi che fanno dell'ambiente il loro obiettivo principale, come fosse un argomento tabù. Forse perchè il tema potrebbe irritare il sommo pontefice, il quale non perde occasione per pronunciarsi contro i preservativi, la pillola del giorno dopo, l'aborto, le famiglie di fatto, il testamento biologico, l'eutanasia..

Al secondo punto dell'agenda politica va posta la questione delle fonti energetiche alternative al petrolio. Aspettiamo forse che le sette sorelle debbano raschiare fino in fondo il barile? Cosa ha realizzato in tanti anni l'ente per le energie alternative, appositamente istituito (ENEA)? Forse per pagare lautamente Presidenti e Direttori Generali (Alitalia insegna)? E se non esistono alternative dimostrate scientificamente all'energia nucleare, cosa attendiamo a progettare e costruire impianti sicuri? E se invece esistono alternative valide, cosa attendiamo a realizzarle? O vogliamo continuare a comprare dalla Francia l'energia nucleare dei loro impianti collocati sulle Alpi?

 

So che questi problemi sono complessi, scottanti ed forse impopolari, ma so anche che non esistono soluzioni semplici per risolverli, e che prima saranno affrontati e più a lungo il pianeta potrà sopravvivere.

 

Ovviamente la realizzazione di tali obiettivi presuppongono un governo mondiale, ma intanto l'Italia potrebbe sostenerli all'ONU, come ha fatto per la moratoria per la pena di morte. Al Gore, in America, ha già cominciato a parlarne. L'Italia, inoltre, è il paese europeo con minore natalità, e ciò ne fa un soggetto credibile quando si parla di contenimento della sovrapopolazione.

E comunque, nell'attesa qualcosa può essere già fatto anche nel nostro piccolo. Ad esempio: condizionare il rilascio delle nuove licenze di costruzione o di ristrutturazione delle abitazioni, dei capannoni industriali e dei grandi complessi commerciali alla autosufficienza energetica attraverso l'installazione di pannelli solari. L'Italia è ricca di sole e di vento. Sono stato a Cipro, e tutte le case hanno i loro pannelli solari. In Spagna, le pale eoliche sono diffusissime.


Circa lo smaltimento dei rifiuti, occorre garantire la non nocività degli impianti, realizzarli e poi avere la forza di farli funzionare, anche contro le manifestazioni di piazza.

 

Ciò non significa, ovviamente, tralasciare la risoluzione degli altri problemi che riguardano specificatamente il nostro Paese, dal bicameralismo perfetto all'eccesso di leggi, dalla lunghezza dei processi alla certezza della pena, dal lavoro precario all'immigrazione, dalla sicurezza alla costruzione di nuovi carceri, e così via. Ma se non affrontiamo il problema del futuro, tutto rischia di essere inutile.

 

PS. Avevo scritto questo "pezzo" subito dopo le ultime elezioni. Lo ripeto oggi avendo notato che è stato specificatamente condiviso dall'amico Luigi Berlinguer nell'articolo "Le sfide del partito democratico", e che il tema dei "valori" è stato ripreso da molte personalità sul piano politico, culturale e giornalistico, come Stefano Rodotà, Giovanni Sartori, Giorgio Ruffolo, Sergio Romano, Remo Bodei

 
 

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