Commissione Previdenza ed assistenza sociale
Presentazione

La Commissione previdenza e assistenza sociale della sezione italiana della Sinistra Europea ha presentato, a suo tempo, un documento contenente una approfondita analisi sullo stato sociale in ltalia e sulle prospettive future della previdenza e assistenza sociale in un contesto di integrazione europea.

 

In particolare, tali prospettive riguardavano, in via prioritaria, la necessità di pervenire ad una armonizzazione delle regole pensionistiche vigenti nei singoli regimi nazionali al fine di costruire un modello unitario che consentisse la piena mobilità dei lavoratori in ambito europeo e la conseguente integrazione del mercato del lavoro attuabile solo attraverso la costruzione di un omogeneo sistema europeo di trattamento pensionistico e di protezione sociale.

 

La recente delega al Governo approvata dal Parlamento, ha peraltro introdotto significative modifiche al sistema pensionistico italiano soprattutto in materia di elevazione dell'età prevista per le pensioni di anzianità e di incentivi al prolungamento dell'attività lavorativa che, ad avviso della Commissione, mirano proprio a riallineare il sistema italiano - sotto il profilo dell'età - ai più elevati livelli vigenti negli altri paesi della comunità europea.

 

La Commissione, pertanto, si riserva, una volta definiti tutti i decreti delegati in corso di emanazione da parte del Governo, di effettuare un nuovo approfondimento in termini comparativi che consenta una valutazione delle eventuali ulteriori iniziative da assumere per una completa integrazione dei sistemi nazionali.

A questi fini la Commissione intende inoltre afftontare due rilevanti problematiche concernenti il sistema pensionistico italiano che per la loro atipicità, possono rappresentare un ostacolo all' armonizzazione che si intende perseguire e che dovrebbero quindi formare oggetto di specifico approfondimento.

Si tratta in particolare:

 

- del vigente sistema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici che a causa del meccanismo di adeguamento al costo vita attuato non in misura uguale per tutte le pensioni ma "per fasce decrescenti'" in relazione all'importo delle pensioni stesse, ha determinato, negli ultimi anni, un crescente impoverimento delle pensioni medio-alte, con conseguente iniquo appiattimento dei trattamenti;

 

- della "speciale" disciplina di incumulabilità tra pensioni di riversibilità e redditi personali del percipiente, introdotta dalla riforma Dini e applicabile solo a tale tipologia di pensioni, che risulta del tutto disallineata ed estremamente penalizzante rispetto alla disciplina prevista, in via generale, per tutti gli altri trattamenti pensionistici.

 

E' evidente infatti che se tali atipicità risultassero penalizzanti rispetto alle normative vigenti in materia negli altri paesi europei si verificherebbero rilevanti effetti di dumping sociale con conseguente ostacolo alla mobilità dei lavoratori e alla piena integrazione del mercato del lavoro.

 

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